883 - Hanno ucciso l’Uomo Ragno (1992/2012)
Vent’anni fa mia madre mi regalò la cassetta mc degli 883 - Hanno ucciso l’Uomo Ragno e da lì in poi furono tutte delle estati fantastiche.

Grazie Max e Mauro! Auguri 883!!!!
Vent’anni fa mia madre mi regalò la cassetta mc degli 883 - Hanno ucciso l’Uomo Ragno e da lì in poi furono tutte delle estati fantastiche.

Grazie Max e Mauro! Auguri 883!!!!
In occasione del compleanno del grande ANDREA PAZIENZA, il 23 maggio, come Pubblico-08 abbiamo organizzato a Ivrea una giornata speciale fatta di emozione, informazione, divertimento… Teniamoci stretta un po’ di follia mentre tutti pensano solo a dare i numeri!!
Eccovi il programma:
ore 18.30 - Ex Esattoria di via Cavour 11, FREAK ANTONI reading “Ironikontemporaneo” con un ricordo personale dell’amico Andrea Pazienza… INGRESSO LIBERO
ore 21 - Centro Culturale La Serra - LE VOCI DEL TEMPO in “The man Who Sold The World. Un viaggio nell’Italia di Paz” in una versione speciale, con Vito Miccolis al cajon e Cecilia Salmè al violoncello… La musica dei Nirvana per raccontare la storia di questo straordinario genio italiano. Con la partecipazione straordinaria di Freak Antoni e una performance pittorica del maestro Riccardo Cecchetti. Della serie “più loro tagliano, più noi aggiungiamo!!!”… INGRESSO EURO 10.
Info e prenotazioni: direzione@pubblico-08.it oppure 349-6471166
Per l’occasione, presenteremo per la prima volta il nostro nuovo disco: LE VOCI DEL TEMPO - VOL. II (11 tracce, canzoni e letture tratta dai nostri spettacoli dedicati ad Adriano Olivetti, Gigi Meroni e Andrea Pazienza… nella loro versione migliore, a documentare tutto il lavoro di quest’anno per dare alla musica il meglio che potevamo: El Tres, sezione d’archi e così via).
E’ un appuntamento piuttosto ricco, realizzato senza contributi pubblici e finanziato solo dagli ingressi.
Spargete la voce!
GRAZIE!

John avrebbe anche aperto l’ultima bottiglia di brandy se non fosse per il fatto che l’avesse già tracannata qualche giorno prima.
Avrebbe voluto piangere, disperarsi o per dirla in gergo: “un uomo ogni tanto ha bisogno di lasciarsi andare”. Ma forse questo detto non significava ciò che John volesse davvero dire o intendere.
Non lo fece, non questa volta.
Non sta bene per un uomo concedersi questo lusso e privilegio, non nel suo ruolo di detective, non nell’ambiente noir in cui si muove. Nossignore… Poi i fan, i lettori (maledette canaglie!) E se non ci fossero, le canaglie…) non glielo avrebbero mai perdonato.
Sul tavolo del suo studio-lavoro-casa-letto-monolocale-e di tutto un po’ stava osservando la foto di Linda.
Nome classico, cliente classico, soldi in tasca classici da incassare e così via.
- Non sei stato in grado di svolgere il compito assegnato…
Pensò a voce alta John, nella stanza-studio-ecc… ecc… Questo suo pensiero ed altri a seguire si andavano ad addensare e ad unirsi insieme al fumo del tabacco che come ossigeno infestava tutta la stanza-studio-lavoro-e così via…
- Almeno un pacchetto di sigarette posso ancora concedermelo…
Ormai John era diventato un ottimo dialoghista verso se stesso e riusciva a farsi ascoltare molto bene.
- Ma poi Linda… Spiegami, perché dovevo innamorarmi di te?
L’amore, John… L’hai mai conosciuto veramente? Forse l’amore dei tuoi genitori, di tuo padre che tutte le domeniche giocava a lanciare le palle da baseball con te finché arrivò quella domenica in cui non lo fece più: cancro per il troppo fumare…
Tu guarda queste sigarette… Ma stavamo parlando dell’amore John… Quello che provi per una donna e che deve (si spera) essere unico, vero e sincero per una sola.
- Te lo chiedo un’ultima volta John…
Disse il fantasma di Linda seduto nel lato opposto della scrivania dello studio-lavoro-casa-letto-monolocale-ecc… ecc… di John. In mano una pistola puntata dritta sua sua fronte…
- Mi amavi sul serio?
- Sì.
Rispose senza alcun dubbio John.
- Mi amavi tanto al tal punto da non riuscire a farmi ammazzare da quel pedinatore pezzente per cui ti avevo ingaggiato per proteggermi?
- Sì… Linda…
Seguì un ultimo “mi dispiace”, forse non detto a voce alta da John ma solo pensato perché in quel mentre un colpo di pistola fumante partì diretto nella fronte dell’uomo e tutti i pensieri, compresi ancora quelli che dovevano nascere, si dispersero insieme al fumo di tabacco che c’era nell’aria.
John, il fantasma di Linda, la sua coscienza o quello che più preferite, aveva deciso di farla finita.
L’amore vive, il dolore no, quello non più.
Fuori dallo studio-monolocale-casa-letto-ecc…ecc… folate di vento. Un sibilo di angoscia e malinconia che si stavano disperdendo per poi andarsene via lontano per andare a cercare le anime di John e Linda.
PRIX RAYMOND LEBLANC
CONCOURS JEUNES TALENTS EN BANDE DESSINEE
La thématique du Prix Raymond Leblanc 2011-2012 est :
“Pendant ce temps, non loin de là”

1° pagina
Titolo: Oro letale.
2° pagina
1° vignetta
Didascalia: “Una sera di primavera in un rifugio di Diabolik nei pressi di Clerville…”
Diabolik seduto sta leggendo “La Gazzetta di Clerville” con accanto Eva Kant in piedi con i capelli sciolti e dietro di loro una finestra
Diabolik: “Senti questa notizia Eva… ”Venerdì 22 marzo a mezzanotte da Lusten partirà dall’industria di raffinazione aurifera “Phoenix Inc.” un furgone blindato carico di lingotti d’oro per il valore di 1.000.000 di dollari”.
2° vignetta
Diabolik in piedi mette la sua mano sul fianco di Eva Kant la quale si appoggia con la testa sulla spalla di Diabolik.
Diabolik: “Domani partiremo per Lusten, tu mi aspetterai nel rifugio segreto che abbiamo nel Beglait. Io mi infiltrerò nell’industria e studierò un piano per mettere in atto il piano per rubare i lingotti”
3° pagina
1° vignetta
Mezzo busto di Eva Kant prende in mano “La Gazzetta di Clerville” e con sguardo impaurito osserva attentamente l’articolo.
Eva Kant: “!”
Voce fuoricampo di Diabolik.
Diabolik: “Cosa ti succede Eva?”
2° vignetta
Eva Kant stringe forte a se Diabolik con aria triste ed impaurita dietro di loro come sceneggiatura uno sfondo nero-bianco.
Eva Kant: “Caro, ho paura!”
3° vignetta
Diabolik mette una mano sotto il mento di Eva Kant e con sguardo intenso in un primo piano le domanda
Diabolik: “Non avere paura tesoro, capisco che di Lusten non ne abbiamo un bel ricordo: ma è un rischio che vale la pena di correre”
4° pagina
1° vignetta
Didascalia: “Il giorno dopo all’interno della “Phoenix Inc.”
Figura intera di Diabolik, con l’aiuto di una delle sue maschere, camuffato nelle spoglie di un ricco signore: Gustavo Gomez, elegantemente vestito con giacca, cravatta e occhiali da vista, capelli biondi ricci dell’età approssimativa di 50 anni, cammina accanto a Hugo Kellerman (Vedi Speciale Il Grande Diabolik 2002) Presidente della società e Ministro degli Interni del Beglait, anche lui elegantemente vestito con giacca e cravatta e si guarda intorno (Diabolik) per capirne la struttura.
Come sceneggiatura si intravedono tubature e alcuni addetti ai lavori con computer e altre tecnologie.
Pensiero di Diabolik
Diabolik: “Assassinando il vero Gustavo Gomez, posso studiare tranquillamente un piano senza essere scoperto”
2° vignetta
Mezzo busto di Gustavo Gomez (alias Diabolik) e di Hugo Kellerman. Diabolik nel fingere di dare una “pacca” sulla spalla di Hugo Kellerman, gli appiccica una micro telecamera sofisticatissima per poter spiare in seguito dove è nascosto il furgone blindato.
Gustavo Gomez: “Posso stare tranquillo Signor Kellerman?”
Voce “Metallica” di Eva Kant che parla a Diabolik e che sente solo lui perché negli occhiali da vista finti che indossa e nascosto un comunicatore radio.
Eva Kant: “Bene, la micro telecamera funziona!”
Hugo Kellerman “Senza alcun dubbio, purtroppo per diverse ragioni di sicurezza non posso farvi vedere il luogo in cui si trova il furgone blindato, in ogni caso la sicurezza è al comando dell’Ispettore Ginko di Clerville”
3° vignetta
Primo piano di Diabolik che resta come paralizzato con occhi cupi e intensi per alcuni secondi con sceneggiatura nera a tratti schizzati.
Pensiero di Diabolik
Diabolik: “Maledizione! Ginko, lui non era previsto! In ogni caso agirò senza scrupoli!”
5° pagina
1° vignetta
In questa vignetta vediamo Diabolik ed Eva Kant che si preparano per eseguire il colpo, Diabolik già vestito di nero con la maschera in mano ed Eva Kant con le due mani si sta legando i capelli per farsi lo schignon. Come sfondo sii intravede il letto matrimoniale del loro rifugio segreto a Lusten.
Diabolik: “Preparati Eva, faremo incursione dal cielo con il deltaplano e atterreremo sul tetto sovrastante in cui si trova il furgone blindato”
Eva Kant: “Va bene caro, ma ho un brutto presentimento: facciamo la massima attenzione”
2° vignetta
Didascalia: “Nel frattempo…”
Mezzo busto di Ginko e Altea di Vallenberg, in cui il primo è alla guida della sua macchina. Ginko vestito con giacca nera e cravatta, Altea in un classico bel vestito in cui si intravede una bella collana di perle. Tutti e due indossano le cinture di sicurezza. Come sceneggiatura, il nero sfumato per dare la sensazione della notte.
Ginko: “Altea, posso capire il tuo stato d’animo, anche a me non va a genio il fatto di dover collaborare con la polizia del Beglait, ma sono come in debito con Hugo Kellerman”
Altea: “Io capisco tutto ciò che vuoi, ma non abbiamo certo un bel ricordo di questo posto”
3° vignetta
In questa vignetta vediamo che al primo allarme di Altea, Ginko frena bruscamente la macchina, perché dal buio esce un uomo dall’aria mal ridotta che si riesce a malapena di vedere nel buio nella notte. I fari dell’auto di Ginko puntano in direzione di un uomo dall’apparenza malridotta.
Suono Onomatopeico della macchina di Ginko: “Skreccccccck!”
Altea: “ATTENTOOOO!!!”
Ginko: “MALEDIZIONE!!!”
6° pagina
1° vignetta
Ginko sta per raggiungere l’uomo accovacciato di spalle nell’oscurità della notte, Altea mette un piede fuori per incominciare a scendere dalla vettura
Ginko: “Accidenti! tutto bene?”
2° vignetta
L’uomo accovacciato si girà di scatto e punta una pistola contro l’ispettore Ginko che resta come paralizzato. Sceneggiatura sfondo notturno con schizzi attorno all’uomo con la pistola come per dare la sensazione dell’atto dello “scatto”
Ginko: “Non si preoccupi sono L’…”
L’ispettore viene interrotto dal gesto dell’uomo nel puntargli l’arma
Uomo con la pistola: “Ispettore Ginko…bene senza fare storie salga in macchina con la sua signora, avanti!”
7° pagina
1° vignetta
Didascalia: “Un’ora dopo nei pressi della Phoenix Inc.”
In questa vignetta vediamo in un cielo stellato due deltaplani guidati da Diabolik e Eva Kant con in dotazione due binocoli a raggi X notturni.
Diabolik: “Bene Eva, preparati all’atterraggio”
Eva kant: “Ce qualcosa che non torna, osserva bene, non ci sono tracce di poliziotti in tutto il perimetro della società”
2° vignetta
Diabolik ed Eva, atterrati sul tetto della zona sovrastante il furgone blindato, si guardano in faccia. Diabolik risponde alla domanda formulata da Eva Kant durante il volo in deltaplano.
Diabolik: “E’ molto strano, cerchiamo di stare in guardia”
Eva Kant: “Si caro, ma promettimi che qualsiasi cosa accada tu non mi abbandonerai mai”
8° pagina
1° vignetta
Diabolik ed Eva con delle corde, muniti di torce si calano nella stanza del furgone blindato, non si riesce ad intravedere bene la stanza perchè è tutto all’oscuro.
2° vignetta
In questa vignetta, un colpo di pistola fuori campo, fa spezzare la corda di Eva Kant che si trova a due metri dall’atterrare sul pavimento dove c’è il furgone blindato, Eva lancia un urlo di spavento, Diabolik appeso alla sua corda osserva con un espressione in cui non realizza cosa sta succedendo. Come sceneggiatura una sfumatura bianca con lievi tratti neri schizzati nel punto in cui viene colpita la corda di Eva Kant con l’arma da fuoco
Suono onomatopeico della pistola fuori campo fittizia: “BANG!”
Eva Kant urlando: “AHHHHHHHHHH!!!”
Diabolik: “EVA!!!”
3° vignetta
Diabolik afferra al volo la sua compagna tenendogli la testa e si trovano a terra sul pavimento. Il luogo nel momento in cui atterrano si illumina. Dietro di loro una tipica sceneggiatura da magazzino industriale.
Diabolik: “Eva rispondimi!!! come stai?”
Eva Kant: “Oh caro, bene…se non ci fossi stato tu!”
9° pagina
1° vignetta
Mezzo busto di Hugo Kellerman con una pistola in mano puntata in modo di tenere in ostaggio Diabolik ed Eva Kant, sceneggiatura bianca.
“Benvenuto Diabolik, mancavi solo tu per incominciare i festeggiamenti!”
2° vignetta
Figure intere di Ginko e di Altea di Vallenberg (Altea impaurita non accenna a parlare perché in stato di shock) con le mani legate dietro la schiena, tenuti in ostaggio da due uomini. Uno dei due uomini è lo stesso che ha preso in ostaggio Ginko ed Altea mentre erano in macchina.
Voce Fuoricampo di Kellerman
Hugo Kellerman: “Bene abbiamo pure il famigerato Ispettore Ginko e la sua signora”
Ginko: “Maledetto bastardo! Che fine hanno fatto i poliziotti di guardia ai lingotti?”
3° vignetta
Primo piano di Hugo kellerman con aria serie e con sguardo inteso in uno sfondo nero come sceneggiatura.
Hugo Kellerman: “Hanno fatto tutti una brutta fine…Ma non è questo il quesito che si deve porre Ispettore, ma il perchè l’ho presa in ostaggio con la sua signora”
10° pagina
1° vignetta
In questa vignetta vediamo Diabolik in silenzio. Sotto la manica del suo vestito classico da ladro: un luccichio, con Eva vicino sempre sotto tiro di Kellerman mentre dalla parte opposta, vediamo Ginko ed Altea di Vallenberg sotto tiro dai due scagnozzi di Hugo Kellerman. Di sceneggiatura si intravede il furgone un enorme garage chiuso e varie tubature della conduttura del gas.
Ginko: “Perchè Kellerman?”
Hugo Kellerman: “Semplice Ispettore, facendo fuori la sua signora, sarebbe il primo passo per riuscire a dominare in assoluto dal punto di vista politico ed economico, lo Stato del Beglait e inoltre posso fare ricadere la colpa su Diabolik!”
2° vignetta
In questa vignetta vediamo una conduttura del gas sovrastante le teste delle sei figure presenti nel magazzino dove si trova il furgone, fortemente danneggiata sul punto di rompersi. La conduttura di colore grigio chiaro si trova su uno sfondo bianco e tratti, schizzi di nero per evidenziare la parte danneggiata”
3° vignetta
In questa vignetta il coltello disegna la scia dalla mano di Diabolik fino al conficcamento della fenditura danneggiata della conduttura dove incomincia ad uscire un grosso getto di gas.
Suono onomatopeico del tipico coltello di Diabolik: “SWISSS!”
Suono onomatopeico della fuoriuscita di gas: “FSSSSSSSSSSSHHH!”
Hugo kellerman: ”!”
11° pagina
1° vignetta
Diabolik ed Eva indossano velocemente due maschere anti-gas, mentre l’enorme getto di gas uscito dalla tubatura travolge a terra asfissiati: Hugo kellerman, Ginko, Altea e due scagnozzi che li tenevano lontano. La sceneggiatura è riempita dalla nube gassosa
2° vignetta
Diabolik in primo piano con la maschera anti-gas, si rivolge frettoloso ad Eva, dietro di lui la nube di gas che si propaga sempre di più all’interno dell’ambiente in cui si trovano.
Diabolik: “Presto Eva! Portiamo fuori di qui Ginko ed Altea, tu pensa alla contessa”
Eva Kant: “Va bene!”
3° vignetta
Didascalia: “Poco dopo…”
Diabolik al volante, sta guidando il furgone blindato portandolo il più lontano possibile seduti vicino a loro: Ginko ed Altea ancora privi di sensi.
Diabolik: “L’incubo è finito Eva…”
12° pagina
1° vignetta
Didascalia:“…ma per qualcuno finirà per sempre fra pochi secondi”
Primissimo piano di Diabolik con occhi di fuoco e luccichio negli occhi.
2° vignetta
Primo piano di una bomba piazzata da Diabolik prima di fuggire nel luogo in cui trovava il furgone blindato. sul timer si legge il countdown: -00:03:11
Suono onomatopeico del timer della bomba: “BEEP!, BEEP!”
3° vignetta
Vignetta finale dove vediamo sulla sinistra ancora privi di sensi ma in salvo sdraiati sul ciglio della strada: Ginko ed Altea, Diabolik Ed Eva che salgono sul furgone blindato per fuggire, Eva è già con una mano sulla portiera per entrare Diabolik dietro di lui sta per salire di sopra si scorge il cielo stellato e sulla destra in lontananza il boato dell’esplosione con un bagliore di fuoco e fiamme.
Suono onomatopeico in lontananza dell’esplosione: “BOOM!”
Fine dell’episodio

Buffy - Sangue freddo.
Pag. 1
Vignetta unica gigante a tutta pagina.
In alto in mezzo lascia il posto per il titolo scritto o disegnato (in inglese) a mano in stile “ghiaccioso” con qualche goccia di sangue che cade.
Vediamo in un’inquadratura un po’ storta e vertiginosa la nostra Buffy con le gambe incrociate seduta su una lapide e vicino a lei uno zainetto. Ha i pugni chiusi vicino alle guance e nella mano sinistra tiene con se “Mister Paletto”. Sopra di lei vediamo una bella Luna piena, tanta neve e il resto del cimitero.
Didascalia: Sunnydale, 28 Febbraio…
Didascalia: …La Bocca dell’Inverno.
Didascalia: Avete letto bene! Non mi si sono gelati i neuroni…
Didascalia: …E’ Proprio la “Bocca dell’Inverno”!
Didascalia: … Una cacciatrice infreddolita e raffreddata poi non è il massimo.
Didascalia: E poi se si ammala che succede? Mandano un Dampyr con la barba incolta a sostituirla?
Didascalia: Naaa! Ecco spiegato perché qui non nevica mai!
Didascalia: Evitare la ronda? See …Avevo forse scelta?
Pag. 2
½ (Vignetta lunga verticale)
In questa vignetta vediamo la biblioteca di Sunnydale e il signor Giles che parla a Buffy con aria sapiente e Buffy sulla sinistra che sbuffa di noia sgranando gli occhi all’insù.
Giles: Puoi scegliere di leggere al calduccio questo trattato sui vampiri Vittoriani di fine ‘800 oppure….
3/4/5/6 (Vignetta unica)
Didascalia: Oppure.
Didascalia: E quindi eccomi qui.
Didascalia: Ve l’avevo detto no che non avevo scelta?
1 (Vignetta nel riquadro in basso a destra sovrapposta alla vignetta gigante)
Voce di Xander fuori campo: Strike per Xander!
Buffy: OUCH!
Pag. 3
1
Vediamo Buffy sulla sinistra alzarsi di colpo arrabbiata con la faccia
sporca della palla di neve che Xander gli ha tirato. Sulla destra
vediamo Willow e Xander sorridere divertiti!
Buffy: No dico Xan! Ma sei scemo?
Will: Ciao anche a te biondina!
2
In questa vignetta vediamo Buffy abbracciare sia Will che Xander. In
pratica un abbraccio collettivo.
Buffy: Scusate ragazzi! È questo freddo, il raffreddore! Fatevi
abbracciare e grazie per essere venuti a farmi compagnia.
Will: Non ci attaccherà l’influenza?
Xan: In questa situazione sono pronto a rischiare anche per questo.
3
Buffy rivolgendosi ai due amici.
Buff: Avete portato del caffè o cioccolata calda?
Xan: ehm… Glie lo dici tu Will?
Will: Xander si è dimenticato il termos del caffè fuori dalla porta
per dieci minuti e…
Xander: …Ghiacciolo al caffè.
4
Primo piano di Buffy con il dito indice della sua mano destra alzata,
con aria convinta!
Buffy: Fa nulla! Ho io la soluzione per scaldarci un po’!
5 Vignettone grande
Vediamo sulla destra uno stereo a pile che suona una canzone di Tony
Basil: Hey Mickey.
Xander imbarazzato in mezzo tra Willow e Buffy che cantano e ballano
in stile cheerleader come se avessero i pon-pon.
Buffy e Will in coro cantando: Hey xander!
Xander: (ma così si scaldano solo loro!)
Parole della canzone che escono dalla radio:
Oh Mickey, what a pity,
You don’t understand!
You take me by the heart
And you take me by the hand!
Oh Mickey, you’re so pretty
Why can’t you understand?
It’s guys like you, Mickey!
Oh, what you do, Mickey
Do, Mickey,
Don’t break my heart, Mickey!
Hey Mickey!
Pag.4
1
In questa vignetta vediamo la mano del vampiro sbucare dalla terra
innevata.
2
Buffy e gli altri notano il vampiro che oramai è fuori dalla tomba. Il
vampiro me lo immagino come il classico ragazzo vestito con la giacca da
football. Se hai qualche idea migliore fai pure!
Vampiro: Cos’è questo baccano? Qui c’è gente che dorme!
Buffy: Ok! La festa è finita o in un certo senso è appena cominciata!
3
In questa vignetta vediamo il braccio e la mano di Buffy che spegne lo
stereo a pile.
Buffy: Mai una volta che uno può dire: “ho freddo! Cosa posso fare per riscaldarmi?
Ballare una bella canzone orecchiabile!”
3
Vediamo il vampiro avvicinarsi velocissimo a Buffy la quale è già
pronta con il suo fidato Mister Paletto.
Vampiro: Sei mia cacciatrice!
Buffy: Non sono di nessuno! Mi hai scambiato forse per una villa a
Beverly Hills?
4
Vediamo Buffy afferrata al collo dal vampiro e sollevata da terra.
Vampiro: Proprio così! Piscina inclusa !
5
Primo piano di Buffy che sta per starnutire in faccia al vampiro:
Buffy: E-etchuuuuù!
6
Il vampiro molla la presa schifato con la faccia piena di muco dello
starnuto di buffy.
Buffy: OPS, scusa!
Vampiro: bleahhh! Che schifo! Almeno potevi mettere una mano davanti:
maleducata!
Xander: Questo potere della cacciatrice non lo conoscevo ancora!
Will: Le armi della cacciatrice sono infinite e tutte letali! Non
bisogna mai sottovalutarne nessuna!
7
Buffy infilza il vampiro che si sgretola…
Buffy: E “Salute non si dice?” poi sono io quella maleducata!
Pag. 5
1/2
In questa vignetta vediamo Xander che porge un fazzolettino di carta a
Buffy per pulirsi il naso.
Xander: Buon per lui che sia morto quel vampiro!
Will: Già altrimenti Buffy gli avrebbe attaccato il raffreddore!
3
Buffy: Direi che possiamo andare a casa a berci una buona tazza di
cioccolata calda
Xander e Willow entusiaste rispondo in coro: Si!
4/5
Vediamo i tre ragazzi allontanarsi di spalle dal cimitero. Nello
sfondo vediamo un pallido sole che sta per sorgere.
Xander: Comunque Buff, mi è piaciuta la tua letale tecnica starnuto!
Buffy: Grazie! Non hai ancora visto quella delle palline di caccole!
Xander: Grazie ma non ci tengo!
Will: Ah! Ah!
5/6
Vignetta finale. Zoomiamo sul sole che sta nascendo come sfondo in mezzo ai nostri
tre personaggi.
Sentiamo le seguenti voci in fuoricampo:
Buffy: Etttchuuuuù!
Will: salute!
Xander: Credo che non mi laverò più la faccia!
Will: Xander!!!
Buffy: Scusami Xander!
Xander: Di nulla! Ok, ok, hai un fazzolettino Will?
Will: Mi spiace era l ultimo! Ti laverai a casa.
Xander: (Who-ohoo!)
Fine

Pag. 1
1 (Splash Page)
Vediamo Spidey a figura intera sorvolare con le ragnatele i palazzi della città. La mano sinistra è in alto con la tela mentre con quella destra (rivolta in direzione del lettore) ne sta per sparare un’altra…
Come sfondo abbiamo la classica città di New York.
Didascalia: Uh-oh!
Didascalia: Salve sono il vostro amichevole Peter Parker di quartiere!
Didascalia: Come dite? Non mi avete riconosciuto? Per forza! Sono nelle vesti di un altro vostro amico…
Didascalia: Spider-Man!
Didascalia: Di me dicono che sono pavido e secchione…
Didascalia: Beh… (a volte) ho anch’io i miei periodi fortunati.
Pag. 2
1
Ci spostiamo a scuola e in questa vignetta (e nelle seguenti quattro) come sfondo abbiamo armadietti e altri oggetti classici che si trovano in una scuola americana…
In questa vignetta vediamo MJ che apre l’armadietto per tirare fuori i libri della lezione che dovrà seguire…
Didascalia: …Lei si chiama Mary Jane Watson…
2
In questa vignetta vediamo MJ che osserva Peter Parker a figura intera nel corridoio scolastico. In mezzo ai vari studenti, dietro a Peter Parker c’è una figura che per ora rimane all’oscuro per dare poi il colpo di scena nella vignetta successiva.
Didascalia: Rossa, carina, sexy e mi sta sorridendo…
Didascalia: Avete presente i periodi fortunati a cui accennavo prima?
3
Vediamo Flash Thompson (La figura nera della vignetta 2) che da uno spintone a Parker per andare a ricevere la sua fidanzata MJ.
Flash: E spostati schiappa!
Didascalia: Ecco non sono questi i periodi fortunati… Eh no…
Didascalia: La rossa, carina e sexy MJ non stava sorridendo a me…
4
Peter rimane impacciato nel corridoio mentre osserva MJ e Flash andare via abbracciati.
Didascalia: Peccato… Prima o poi le cose cambieranno…
Pag. 3
1 (Vignetta verticale)
Torniamo nei grattacieli di New York e vediamo Spidey passare da un palazzo all’altro con le ragnatele… Sotto di lui fuori campo sentiamo le voci dei cittadini che gli urlano contro.
Didascalia: Almeno i newyorkesi adorano il suo idolo Spider-Man…
Voci fuori campo:
- Buffone in calza maglia!
- Devi stare dietro le sbarre insieme ai quei criminali di cui ci fai credere di dare la caccia!
- Vai a trovarti un lavoro vero!
Spider-Man: Grazie amici! Vi amo anch’io!
Didascalia: No, non cambia mai nulla… Sempre uguale…
2
Vediamo comparire il Goblin pronto con l’aliante a combattere Spidey.
Goblin: Spider-Man… Questa è la tua fine!
3
Spidey lo osserva facendo con la mano destra il verso del “qua-qua-qua”!
Spider-Man: Si certo… Ora mi farai fuori e poi mi manderai all’Inferno e… Bla, Bla, Bla! Ormai sei a corto di battute e chi te le scrive ha davvero poca fantasia!
4
Vediamo Goblin attaccare e Spidey che cerca di evitare i colpi del suo aggressore
Goblin: Taci parassita!
Spider-Man: Ragno, prego… Il meraviglioso… Stupefacente…
Didascalia: Spider-Man… Proprio io… Ora vi lascio gente, il crimine e la mia “noiosa e patetica” vita mi attende!
Fine..?

Agosto sugli scogli con le onde che gli urtano contro in modo violento ma rilassante.
Sheryl e Jackson adoravano passare eterni attimi a rinfrescarsi con l’acqua marina che oltre agli scogli urtavano anche i loro corpi.
Sheryl a differenza di Jackson che si godeva appieno quegli attimi di serenità, era triste a testa bassa.
La frangetta bionda copriva i suoi occhi lucenti di lacrime arrivate e altre che dovevano ancora arrivare.
Jackson si accorse quasi subito che la sua amata Sheryl era triste e stava piangendo, mentre un distratto narratore di storie si sarebbe forse scordato di dirvi che Sheryl e Jackson avevano tutti e due una ventina d’anni e che si erano da poco sposati.
- Cosa ti preoccupa mia cara?
- Mhmmph…Nulla…
Fu la breve e sospirata risposta della triste Sheryl.
- Sei già forse pentita del nostro matrimonio? Guarda che io ti amo per davvero, lo giuro!
Intervenne sarcasticamente Jackson.
- Beato te che riesce ad essere sempre così allegro e spiritoso…
Rispose con un tono d’invidia la bionda Sheryl.
- Che vuoi dire?
Domandò il curioso Jackson.
- Il tempo…
Portò subito in causa Sheryl.
- Il tempo che sta scorrendo in torno a noi…So benissimo che la vita è fatta di alti e bassi e che ci saranno giorni belli e giorni brutti…Però il tempo Jackson…
- Non riesco a seguirti “Mon Sher”…
E dopo Jackson, Sheryl riprese il discorso.
- Ora noi siamo qui su questi scogli. E io ti sto parlando. Siamo giovani e con tutta la vita (si spera) davanti. Ma alla fine? Cos’è il tempo? Mentre ti faccio questo discorso, mille battiti del cuore più tardi ci risveglieremo (o forse ci addormenteremo prima) a cinquant’anni e più nel futuro.
- E non saresti contenta che potremmo vivere dei bei e purtroppo anche brutti momenti in questi cinquant’anni di vita? Chiese Jackson.
- Non è quello…E’ il tempo…Il tempo…Secondo me non è vero che scorre veloce o piano. E’ proprio un attimo…
Proprio un attimo.
Siamo a cinquant’anni esatti dal momento in cui abbiamo lasciato Sheryl e Jackson su quello scoglio abbracciato dalle onde del mare. Un distratto narratore di storie a questo punto vi avrebbe detto (se non se ne fosse scordato) che la giovane coppietta avevano passato tanti anni felici insieme: ci furono i figli, i nipotini, i diplomi, le feste e naturalmente i dispiaceri e i brutti momenti che fanno parte della vita di ogni essere umano.
Cinque anni prima, quarantacinque (per l’esattezza) da quel momento sugli scogli, Jackson era mancato improvvisamente di morte naturale, creando un grande vuoto nella vita di Sheryl.
Sheryl come tutti i giorni, andava a trovare Sheryl al cimitero: la frangetta con capelli biondi era ormai un ricordo di gioventù e a prenderne posto era ora un modesto taglio corto di capelli bianchi segnati dal tempo.
- Non mi hai ancora spiegato bene cosa intendevi di preciso con quel discorso che mi facesti cinquant’anni or sono su quegli scogli, “Mon Sher”…
Apparve d’un tratto e improvvisamente un invecchiato Jackson davanti a lei.
Se era un miraggio, una visione o un fantasma, non aveva importanza.
- Il tempo Jackson…Il tempo…E’ come attraversare un ponte. All’inizio del ponte sei giovane, poi lo attraversi e in un attimo ti trovi alla fine del viaggio, un viaggio che è durato troppo poco.
- Ora ho capito cosa intendi…
Mentre Jackson pronunciò questa frase i due vecchi sposini si trovarono al centro di quel ponte.
- Guarda…Vedi? Questa è tutta la vita che abbiamo vissuto. Forse hai ragione è stata breve ma allo stesso tempo intensa. Valeva però la pena viverla no?
Sheryl sorrise, socchiuse gli occhi si appoggio a Jackson e pensò:
- Si “Mon Sher”…Senza ombra di dubbio.
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Titolo: Skarr il sanguinario
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Vignetta 1/2
Titolo: Skarr il sanguinario
Vignetta 3/4
Veduta classica di Londra dei giorni nostri.
Didascalia: “Londra, oggi…”
Vignetta 5
Dylan Dog che parla al telefono con l’Ispettore Bloch.
Bloch: “Sei sicuro Old Boy di non volere un poliziotto di guardia fuori di casa tua?”
Dylan. “Te l’ho già detto vecchio, non ne ho bisogno: so difendermi da solo…”
Vignetta 6
Dylan sempre al telefono…
Dylan: “…E poi potrei offrirgli in sacrificio Groucho, perché questo fantomatico Skarr o come diavolo si fa chiamare è un folle: profetizza questa fanatica setta de La Luna Nera…”
Bloch: “Fai come ti pare, ma mi raccomando fai molta attenzione, non puoi sapere cosa ti riserva il futuro…”
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Vignetta 1/2
Veduta di Old London dopo la Grande Tenebra
Didascalia: “Old London, dopo La Grande Tenebra”
Vignetta 3
Brendon a cavallo per la via di Craven Road in direzione della casa di Dylan Dog
Vignetta 4
Brendon sceso da cavallo osserva la casa di Dylan Dog distrutta come si era già visto nei precedenti albi di Brendon
Pensiero di Brendon: “Fiamme d’inferno! Sono un pazzo a credere alle premonizioni di quel folle sciamano…”
Vignetta 5/6
Stesso sfondo della vignetta 4
Continua il pensiero di Brendon…: “…secondo lui in questo luogo dovrei trovare una risposta sul passato di Skarr, l’uomo che ha ucciso i miei genitori”
3° Pagina
Vignetta 1/2
In questa vignetta vediamo la porta di Craven Road che s’illumina di una luce accecante….
Brendon: “Che diavolo sta succedendo?!”
Vignetta 3/4
In questa vignetta torniamo alla Londra di Dylan Dog e vediamo Dylan Dog di spalle in piedi davanti alla sua porta dall’interno anche qui la porta s’illumina…
Dylan Dog: “Giuda ballerino! Da dove viene tutta questa luce?!”
Vignetta 5/6
Brendon senza esitazione sfonda la porta dell’indagatore dell’incubo con la sua pistola in mano….
Rumore onomatopeico: “Crash!”
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Vignetta 1
Dylan Dog di profilo mezzo busto che guarda verso sinistra con aria stupita…
Dylan Dog “!”
Vignetta 2
Brendon di profilo che guarda verso destra come se osservasse Dylan nella vignetta precedente con in mano la pistola puntata contro….
Brendon: “Straniero! Attento alle spalle!
Vignetta 3/4
Dylan si scansa di scatto e nota che dietro c’è Skarr (l’antenato del futuro Skarr) che tenta di pugnalarlo con un coltello.
Vignetta 5
In questa vignetta vediamo la pistola di Brendon che spara un colpo…
Rumore onomatopeico: “BANG!”
Vignetta 6
Skarr riceve un buco alla testa e cade per terra…
Skarr “Ahh!”
5° Pagina
Vignetta 1/2
Dylan e Brendon che si osservano con la line di confine della porta…
Dylan: “Grazie amico, ma chi sei?”
Brendon: “Mi chiamo Brendon D’Arkness e sono un Cavaliere di Ventura e tu?”
Dylan: “Mi chiamo Dog, Dylan Dog”
Vignetta 3
In questa vignetta vediamo che di nuovo una luce accecante separa il confine tra l’incontro di Dylan e Brendon…..
Vignetta 4
Dyaln Dog che scrive sul suo diario…
Pensiero di Dylan che scrive sul diario: “Quello che ho visto oggi supera ogni immaginazione…Chi è veramente quel misterioso Cavaliere di Ventura? L’unica cosa che sono certo e che posso ringraziarlo per avermi salvato la vita e poi chissà…magari in futuro lo incontrerò di nuovo sempre che il destino me lo permetta e ammesso che non si sia trattato solo di un…”
Vignetta 5/6
Brendon con sguardo verso il basso triste e Zeder lo stregone accanto…
Zeder: “…sogno, si è trattato solo di un sogno Brendon, te l’ho già detto: non si può cambiare il passato.”
Fine